Ci siamo.
Tra poche ore si parte.
Dopo tanti mesi da quando l'idea di portare le nostre moto in Africa ci ha accarezzato e pian piano affascinato sempre più, dopo tanto lavoro e tante informazioni raccolte è arrivato il momento di chiudere le ansie e le aspettative in una borsa e legarla alla moto.
Ora c'è solo una gran voglia di sedersi in sella e vedere che effetto fa stare in piedi sulle pedane mentre le ruote affondano nella sabbia del Sahara.
Un grazie particolare a tutti gli amici che ci hanno incitato e alle aziende che ci hanno dato un piccolo aiuto nell'affrontare questo viaggio.
Speriamo di poter aggiornare il blog in tempo reale anche dalla Tunisia in qualche modo.
Che la nostra sabbia sia buona... buon viaggio bonnisti incoscienti ;)
Gianni
mercoledì 4 aprile 2012
martedì 3 aprile 2012
Changing noise... è arrivata la Dirty Noise
Qualche mese fa avevo buttato giù l'idea su un foglio di carta e l'avevo anche postata qui sul blog.
La mia moto per il viaggio in Africa sarebbe stata un po' dirt track, un po' regolarità, avrebbe dovuto trasmettere il suo carattere ruvido e voglia di avventura.
L'idea era questa qui, adesso dopo molto lavoro e tempo rubato al resto della mia vita sono riuscito a trasformarla in realtà.
La mia moto per il deserto è pronta.
Gianni
La mia moto per il viaggio in Africa sarebbe stata un po' dirt track, un po' regolarità, avrebbe dovuto trasmettere il suo carattere ruvido e voglia di avventura.
L'idea era questa qui, adesso dopo molto lavoro e tempo rubato al resto della mia vita sono riuscito a trasformarla in realtà.
La mia moto per il deserto è pronta.
Gianni
giovedì 29 marzo 2012
venerdì 23 marzo 2012
martedì 20 marzo 2012
da Douz in giù...
da Douz in poi inizia il deserto vero, il grande Erg orientale, quello che la nostra immaginazione definisce come un ammasso di nulla fatto di dune di sabbia e vento.
Da lì in poi ci aspetterà Stefano, la nostra guida per i giorni nel sud tunisino.
Un italiano che ha abbandonato la "civiltà" e l'insegnamento per dedicarsi a chi vuole imparare a vivere la calma e la solitudine del deserto.
Prendo in prestito dal suo profilo facebook alcune foto per condividerle in questo spazio
Da lì in poi ci aspetterà Stefano, la nostra guida per i giorni nel sud tunisino.
Un italiano che ha abbandonato la "civiltà" e l'insegnamento per dedicarsi a chi vuole imparare a vivere la calma e la solitudine del deserto.
Prendo in prestito dal suo profilo facebook alcune foto per condividerle in questo spazio
venerdì 16 marzo 2012
la nostra Man in edicola...
Da due giorni in edicola il nuovo numero di Special Cafè che ci ha fatto un bel regalo, è uscito infatti l'articolo sul nostro viaggio sull'Isola di Man, dell'anno scorso.
Un bell'incoraggiamento in previsione della partenza ormai imminente e del panico che ci agita, alcune moto sono ancora lontane dal definirsi "pronte a partire" ed una spedizione importante (i filtri aria specifici) sono bloccati in dogana.
Nonostante questo siamo fiduciosi ed ottimisti, d'altra parte non ci saremmo imbarcati in questa avventura africana se non lo fossimo.
Buona lettura...
Gianni
Un bell'incoraggiamento in previsione della partenza ormai imminente e del panico che ci agita, alcune moto sono ancora lontane dal definirsi "pronte a partire" ed una spedizione importante (i filtri aria specifici) sono bloccati in dogana.
Nonostante questo siamo fiduciosi ed ottimisti, d'altra parte non ci saremmo imbarcati in questa avventura africana se non lo fossimo.
Buona lettura...
Gianni
giovedì 15 marzo 2012
La (musica) RAI... di tutto, di più!!!
La musica rai (meglio definirla pop-rai comunque, per distinguerla da quella tradizionale precedente) si e' sviluppata nei dintorni di Orano, nell' Algeria occidentale; e forse non e' un caso, visto che proprio qui esisteva, oltre ad uno straordinario incrocio di influenze beduine, marocchine, spagnole, francesi e nord-africane, la giusta "atmosfera" di night-clubs che favorirono uno stile libertino di cui il pop-rai fu espressione.La nascita del pop-rai coincide circa con la rivoluzione punk in Europa (seconda meta' degli anni '70) ma le tematiche forse erano piu' vicine all' esplosione del rock'n roll negli USA negli anni '50: sesso, automobili, droga (alcol nello specifico, poiché rappresenta già una notevole trasgressione rispetto ai dettami del Corano), temi censurati duramente sia dalle gerarchie islamiche che dal governo socialista.Paradossalmente la spinta decisiva venne dai tanti giovani emigrati in Europa, in primis Parigi, Lione, Marsiglia che promossero la loro musica al di fuori della loro comunita' fino a raggiungere Francoforte, Milano e perfino Tokyo e Rio! La parola "rai" significa "opinione" e viene utilzzata spesso come refrain, quasi a voler incitare una risposta del pubblico, ma la musica algerina ha un passato ben piu' intricato; negli anni '20/'30 potevamo riconscere 2 correnti principali: la prima, rappresentata dagli uomini (Chiekh), si basava su vecchie poetiche ballate beduine, mentre la seconda, di cui erano le donne (Cheikha) protagoniste era la colonna sonora dei caffe' ante-guerra; e' da queste licenziose canzoni che possiamo far risalire l' origine del Rai moderno.Quest'ultimo si caratterizza per l'introduzione dei fiati, il basso e la chitarra elettrica (con ispirazioni twist e rock), strumenti che avrebbero sostituito nel corso degli anni i tradizionali violini, flauti, liuti e percussioni. A partire dalla metà degli anni 80 uscirono le prime grandi stars del pop-rai, a partire dal grandissimo Cheb Khaled (una sorta di Elvis del Rai) e Tachid Taha, che ha reinterpretato un meraviglioso brano del Rai tradizionale. Guardatelo e ascoltatelo:
martedì 13 marzo 2012
lunedì 12 marzo 2012
dr. Gonzo LAB strikes again!
Non ho resistito alla tentazione di sverniciare e spazzolare il serbatoio.
E' da tanto che ci penso! E l'occasione del viaggio nel deserto era davvero irripetibile.
Proverò a realizzare un mio vecchio pallino, poi se viene a cazzo di cane sfrullino tutto e ricomincio.
La mia musa ispiratrice è la Triumph Trophy TR5 del 1973, che aveva un serbatoio meraviglioso:
Io ho cominciato, molto modestamente, dalla rozza sverniciatura coatta del serba originale:
Si comincia con una applicazione abbondante su tutte le superfici a vista (il sotto, sinceramente, lo lascio così com'è)
è bastato attendere qualche ora per vedere i primi effetti dello sverniciatore:
a questo punto ci si arma di raschietto, calendario e tanto olio di gominto:
Dopo aver rimosso tutti i residui di vernice (ed è stata davvero dura, specialmente sul bordo inferiore piatto del serba) ho carteggiato, bagnando opportunamente con wd-40 e utilizzando carta 400, poi 600, poi 1200.
Il risultato finale non è esattamente il lucido a specchio (credo difficile da ottenere con il ferro), ma dovrebbe andare bene con l'idea che mi frulla per la testa.
Dopo aver portato il serba a ferro, sono andato da un amico carrozziere per far passare 2-3 mani di trasparente (operazione da fare in tempi rapidi, onde evitare problemi di ruggine) e poi mi sono occupato della realizzazione della decorazione gialla.
Stay tuned...
Daniele
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