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lunedì 12 marzo 2012

dr. Gonzo LAB strikes again!

Non ho resistito alla tentazione di sverniciare e spazzolare il serbatoio. E' da tanto che ci penso! E l'occasione del viaggio nel deserto era davvero irripetibile. Proverò a realizzare un mio vecchio pallino, poi se viene a cazzo di cane sfrullino tutto e ricomincio. La mia musa ispiratrice è la Triumph Trophy TR5 del 1973, che aveva un serbatoio meraviglioso:
Io ho cominciato, molto modestamente, dalla rozza sverniciatura coatta del serba originale:
Si comincia con una applicazione abbondante su tutte le superfici a vista (il sotto, sinceramente, lo lascio così com'è)
è bastato attendere qualche ora per vedere i primi effetti dello sverniciatore:
a questo punto ci si arma di raschietto, calendario e tanto olio di gominto:
Dopo aver rimosso tutti i residui di vernice (ed è stata davvero dura, specialmente sul bordo inferiore piatto del serba) ho carteggiato, bagnando opportunamente con wd-40 e utilizzando carta 400, poi 600, poi 1200. Il risultato finale non è esattamente il lucido a specchio (credo difficile da ottenere con il ferro), ma dovrebbe andare bene con l'idea che mi frulla per la testa.
Dopo aver portato il serba a ferro, sono andato da un amico carrozziere per far passare 2-3 mani di trasparente (operazione da fare in tempi rapidi, onde evitare problemi di ruggine) e poi mi sono occupato della realizzazione della decorazione gialla. Stay tuned... Daniele

dr. Gonzo LAB (part. 6 e successive)

Scusate tutti, ma ho un pò trascurato il Blog. In questi ultimi 2 mesi la mia moto ha subito molte trasformazioni e ora è quasi arrivata alla sua forma finale. Vi faccio un rapido aggiornamento delle ultime peripezie spippolatorie. I fianchetti: mi sono procurato un foglio di alluminio 12/10 di spessore per realizzare dei pratici e rozzi fianchetti. Ho fatto un bel pò di provini con il cartone prima di giungere a una forma abbastanza soddisfacente
Dopodiché ho riportato sul foglio di alluminio il disegno dei due fianchetti:
Ho dovuto fare qualche ritocchino con la forbice da lattoniere e lima. Poi mi sono dato da fare con il martello per ribattere i lembi un pò ondulati e per ribadire le piegature a 90°. Infine ho fatto i fori e limato un pò le parti a contatto con il telaio. Il risultato, per ora, è questo:
... segue ... Daniele

sabato 17 dicembre 2011

dr. Gonzo LAB (part 3)

Alcuni succulenti aggiornamenti... A casa è arrivato un altro scatolone:
Contiene un parafango in plastica per il posteriore, una tabella portanumero con faretto integrato in stile enduro/regolarita anni 70, e delle normali tabelle portanumero laterali.
La tentazione di mettere subito mano al faro è stata troppo forte, quindi mi sono dato immediatamente da fare. Lo smontaggio del faro originale non è particolarmente difficile, basta allentare le due viti della ghiera cromata e si sfila la parabola in plastica, poi si staccano i vari connettori dell'impianto elettrico (uno per uno) e si fanno uscire dal retro della parabola metallica.
A questo punto avrei dovuto sistemare per bene i connettori nello spazio libero dietro la piastra superiore, ma devo prima procurarmi delle guaine termorestringenti per isolare bene il tutto e quindi ho cercato di ottenere solo una "anteprima" del risultato finale.
Per fare spazio al nuovo faretto integrato nella tabella portanumero, ho dovuto smontare anche la strumentazione originale (con relativo cavo del tachimetro/contaKm).
Infine, ho montato con una semplicità disarmante il faretto in stile endurazza...
Successivamente ho dato una sistemata ai connettori di faro e strumentazione e ho provveduto a riposizionare le frecce. Avendo smontato le staffe del reggifaro in cui erano alloggiate anche le frecce, ho dovuto allargare il foro presente sul braccialetto del reggifaro per poterci infilare il supporto filettato delle frecce. Dopodiché ho isolato le connessioni con faston e guaina termorestringente:
resta da affrontare il problema strumentazione... ma credo di poter trovare delle valide soluzioni. Tra poco vedrete la trasformazione del posteriore! STAY TUNED.

domenica 20 novembre 2011

Steve McQueen Métisse Desert Racer

Parlando di moto inglesi che se ne vanno nel deserto è d'obbligo nominare e dedicare un piccolo spazio alla Métisse Desert Racer. Perfetto esempio di moto dall'indiscutibile eleganza, non a caso una delle preferite di Steve McQueen, che la guidò nel film "On Any Sunday" pellicola assolutamente da vedere per gli amanti del mondo a due ruote.

Il marchio Métisse (originalmente posseduto dai fratelli Rickman, Derek e Don, che erano famosi per i loro telai da corsa, e oggi di proprietà invece di Gerry Lisi) ha deciso di realizzare una versone replica, per ogni info: METISSE MOTORCYCLE.

Questa è la numero 000 delle 300 prodotte, appartenente a Chad McQueen.





Eccoli assieme





Marco