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giovedì 8 marzo 2012

Non è il mezzo che fa l'avventura, ma il cuore

Questo viaggio in Cbr nel Sahara è stato uno dei primi che ho incrociato quando abbiamo iniziato ad organizzare il nostro viaggio.
Incredibile vedere come un mezzo assolutamente non indicato per questo tipo di viaggio riesca a smuovere la voglia di partire e sappia probabilmente regalare più emozioni di un mezzo superpreparato.
Il percorso somiglia molto a quello che faremo anche noi, attraversare il Chott el Jerid, l'arrivo a Douz e le dune per arrivare a Ksar Ghilane... buon viaggio, uomo.

Gianni

lunedì 5 marzo 2012

ancora un mese...

Ancora un mese, trenta giorni e saremo festanti come bambini davanti al luna park, in un traghetto sgangherato pieno di ragazzi che si accampano dove capita.
A quest'ora avremo già guardato mille volte la cartina, le tracce impalpabili che segnano il tragitto, avremo riso delle nostre disavventure nella preparazione delle moto, avremo già messo in crisi l'uomo dietro al bancone del bar.
Nel frattempo però siamo presi da mille cose: le moto che ancora non vedono la luce ed il tempo che stringe.
Manca davvero poco a questa piccola bellissima avventura e noi non siamo ancora pronti per nulla, stiamo correndo contro il tempo per non farci cogliere impreparati. Le spedizioni che non arrivano, il maltempo che ha bloccato l'Italia proprio nel momento in cui ci serviva di più ed un paio di complicazioni meccaniche hanno fatto il resto. Ma stiamo galoppando, di giorno in giorno vediamo qualche risultato concretizzarsi e le tante, tantissime, questioni aperte si vanno chiudendo.
Sappiamo cosa ci aspetta o almeno lo immaginiamo, sappiamo che il primo giorno bisognerà trottare a lungo per raggiungere il sud e sappiamo anche che dal secondo giorno in poi vedremo scenari che non dimenticheremo.
Certo, ci sarà da stare attenti, qualche focolaio di guerriglia c'è ancora nella zona dei fostati (proprio dove dovremmo trascorrere la nostra prima notte in sacco a pelo) e ci sarà da reggere delle moto da 200 kg sulle braccia per parecchia strada ma siamo fiduciosi.
Sappiamo di poter contare su un appoggio, una volta arrivati alle porte del Sahara, e di poter partire accompagnati da un fuoristrada ed un gps per non perderci tra le dune.
Immaginiamo che il cielo stellato visto dal deserto siano uno spettacolo indescrivibile, ma aspettiamo ancora un mese per potercele gustare.


Gianni

domenica 20 novembre 2011

Steve McQueen Métisse Desert Racer

Parlando di moto inglesi che se ne vanno nel deserto è d'obbligo nominare e dedicare un piccolo spazio alla Métisse Desert Racer. Perfetto esempio di moto dall'indiscutibile eleganza, non a caso una delle preferite di Steve McQueen, che la guidò nel film "On Any Sunday" pellicola assolutamente da vedere per gli amanti del mondo a due ruote.

Il marchio Métisse (originalmente posseduto dai fratelli Rickman, Derek e Don, che erano famosi per i loro telai da corsa, e oggi di proprietà invece di Gerry Lisi) ha deciso di realizzare una versone replica, per ogni info: METISSE MOTORCYCLE.

Questa è la numero 000 delle 300 prodotte, appartenente a Chad McQueen.





Eccoli assieme





Marco

domenica 6 novembre 2011

Racing is life, everything else is just waiting around

Il 7 novembre di trentuno anni fa se ne andava Steve McQueen.
Inutile descrivere chi fosse, ognuno di noi ha delle immagini scolpite nella mente: il salto de "La grande fuga", la sua faccia da impertinente che saluta l'obiettivo con il dito medio alzato oppure semplicemente concentrato mentre si diverte a fare quello che più gli piaceva: correre.
Che fosse in moto o in auto cambiava poco, l'importante era correre e sentirsi vivo.





Gianni

lunedì 24 ottobre 2011

contro il freddo? Antigelo

Si è appena concluso l'ultimo raduno dell'anno, l'Antigelo.
Un bellissimo fine settimana passato con gli amici della Bonnie Coratella e della North Circular sui monti vicino ad Avezzano, provincia dell'Aquila.
I miei pochi scatti, insieme a qualcuno rubato agli amici, per raccontare con le immagini le sensazioni di un altro bel ricordo in sella. 
 Alla prossima, fratelli.




























Grazie ragazzi.
Gianni