lunedì 12 marzo 2012

dr. Gonzo LAB (part. 6 e successive)

Scusate tutti, ma ho un pò trascurato il Blog. In questi ultimi 2 mesi la mia moto ha subito molte trasformazioni e ora è quasi arrivata alla sua forma finale. Vi faccio un rapido aggiornamento delle ultime peripezie spippolatorie. I fianchetti: mi sono procurato un foglio di alluminio 12/10 di spessore per realizzare dei pratici e rozzi fianchetti. Ho fatto un bel pò di provini con il cartone prima di giungere a una forma abbastanza soddisfacente
Dopodiché ho riportato sul foglio di alluminio il disegno dei due fianchetti:
Ho dovuto fare qualche ritocchino con la forbice da lattoniere e lima. Poi mi sono dato da fare con il martello per ribattere i lembi un pò ondulati e per ribadire le piegature a 90°. Infine ho fatto i fori e limato un pò le parti a contatto con il telaio. Il risultato, per ora, è questo:
... segue ... Daniele

domenica 11 marzo 2012

Il deserto è...

Il deserto è una distesa di sabbia bruciata dal sole e tormentata dal vento. E’ un mare di onde dorate che si increspano all’infinito, oltre l’orizzonte, fino a dissolversi nell’aria tremula che ne riproduce il ritmo. E’ un’infinita varietà di colori, soggiogati da una luce instancabile, mai uguale a se stessa: tanto generosa di riflessi quanto avida di ombre, maestra di gradazioni e sfumature. Il deserto è la morsa del ghiaccio che rattrappisce un cuore ormai privo di impulsi. Il deserto è l’immersione nell’ignoto, il naufragio nell’immenso, l’estatico oblio delle certezze e l’inebriante annichilimento delle incertezze. E’ la calma dell’incedere senza tempo, verso un dove senza confini. Il deserto è la solitudine di un’anima tormentata che non vorrebbe arrendersi all’impero dell’aridità. E’ la forza di una passione irrefrenabile che non conosce ostacoli: un fuoco inestinguibile, un ardore imperituro. Il deserto è la nobiltà di un uomo il cui respiro si confonde con l’alito che modella le dune, il cui cammino segue tracce ancestrali fatte di voci, di canti, di narrazioni, i cui occhi incorniciati da drappeggi d’indaco si abbassano soltanto quando da oriente giunge il richiamo alla preghiera. Il deserto è un sinuoso felino dal manto fulgido: elegante, sensuale, ammaliante, feroce, brutale. Il deserto è l’illusione che esista qualcosa di deserto: un luogo deputato al nulla dove ogni forma di vita assume connotati leggendari; un silenzio assoluto dove lo sciabordio del sangue nelle vene diventa assordante; uno spazio sconfinato dove si assume la dimensione di un granello di sabbia e si diventa parte del tutto.


Valentina Gualandi

giovedì 8 marzo 2012

Non è il mezzo che fa l'avventura, ma il cuore

Questo viaggio in Cbr nel Sahara è stato uno dei primi che ho incrociato quando abbiamo iniziato ad organizzare il nostro viaggio.
Incredibile vedere come un mezzo assolutamente non indicato per questo tipo di viaggio riesca a smuovere la voglia di partire e sappia probabilmente regalare più emozioni di un mezzo superpreparato.
Il percorso somiglia molto a quello che faremo anche noi, attraversare il Chott el Jerid, l'arrivo a Douz e le dune per arrivare a Ksar Ghilane... buon viaggio, uomo.

Gianni

lunedì 5 marzo 2012

ancora un mese...

Ancora un mese, trenta giorni e saremo festanti come bambini davanti al luna park, in un traghetto sgangherato pieno di ragazzi che si accampano dove capita.
A quest'ora avremo già guardato mille volte la cartina, le tracce impalpabili che segnano il tragitto, avremo riso delle nostre disavventure nella preparazione delle moto, avremo già messo in crisi l'uomo dietro al bancone del bar.
Nel frattempo però siamo presi da mille cose: le moto che ancora non vedono la luce ed il tempo che stringe.
Manca davvero poco a questa piccola bellissima avventura e noi non siamo ancora pronti per nulla, stiamo correndo contro il tempo per non farci cogliere impreparati. Le spedizioni che non arrivano, il maltempo che ha bloccato l'Italia proprio nel momento in cui ci serviva di più ed un paio di complicazioni meccaniche hanno fatto il resto. Ma stiamo galoppando, di giorno in giorno vediamo qualche risultato concretizzarsi e le tante, tantissime, questioni aperte si vanno chiudendo.
Sappiamo cosa ci aspetta o almeno lo immaginiamo, sappiamo che il primo giorno bisognerà trottare a lungo per raggiungere il sud e sappiamo anche che dal secondo giorno in poi vedremo scenari che non dimenticheremo.
Certo, ci sarà da stare attenti, qualche focolaio di guerriglia c'è ancora nella zona dei fostati (proprio dove dovremmo trascorrere la nostra prima notte in sacco a pelo) e ci sarà da reggere delle moto da 200 kg sulle braccia per parecchia strada ma siamo fiduciosi.
Sappiamo di poter contare su un appoggio, una volta arrivati alle porte del Sahara, e di poter partire accompagnati da un fuoristrada ed un gps per non perderci tra le dune.
Immaginiamo che il cielo stellato visto dal deserto siano uno spettacolo indescrivibile, ma aspettiamo ancora un mese per potercele gustare.


Gianni

mercoledì 8 febbraio 2012

RIvogliamo la nostra cariola...

Una meraviglia di film...Con la graditissima partecipazione di alcune Ducati Scrambler e la indimenticabile Ossa AE 250 Enduro:

giovedì 26 gennaio 2012

Giorni deserti...


Il deserto ti svuota la testa, non è un posto di pensiero, è un posto che annulla il pensiero.
Il tempo si adegua allo spazio e lo spazio è senza fine, senza punti di riferimento, è aria e luce.
Ho piantato la mia tenda a igloo vicino alla tenda di una famiglia di nomadi che allevano capre e ci sono quattro figli tre cammelli quattro asini e un cane. Loro parlano solo berbero e un po' arabo e si comunica a gesti ma non c'è problema, non c'è un gran bisogno di dirsi chissacché, quello che serve si riesce a dire.
Intorno a me la sabbia e il vento.

Mi ha preso sonno verso le dieci, fino ad allora sono stato con la mia famiglia di nomadi berberi. Mi ero portato da mangiare ma loro mi hanno tenuto a cena. Abbiamo bevuto tè e mangiato un uovo sodo a testa, un pezzo di pane da intingere in un unico piatto di verdure galleggianti in una brodaglia piccante, una buona cena. Sono gente simpatica, una bella famiglia con delle belle facce, vorrei chiedergli molte cose ma per fortuna la lingua non lo permette a allora vada per il silenzio, che comunque non è affatto vuoto e nemmeno un silenzio di imbarazzo come a quelle cene dove se per qualche secondo c'è silenzio si sente subito il rumore delle posate e delle mascelle che nella nostra società è insopportabile e allora qualcuno subito rompe il vuoto con un "be'" o con un "mmmh, buono..." o con un "comunque" o qualche altra chiave per togliersi dall'imbarazzo di un silenzio che invece è un silenzio vuoto. Qui a fine cena il capofamiglia ha cacciato un grosso rutto che era meglio di un complimento.

Ragazzi, voi non vi potete immaginare che cos'è il cielo visto da una tenda nel deserto, vi giuro che non ve lo potete immaginare.
Prendi un bel cielo d'agosto con tanto di stelle cadenti visto da una spiaggia di Riccione e moltiplicalo per un milione, ecco forse così ci si avvicina. È una cosa che si tocca, è un abbraccio vero e proprio, è un tetto, un tetto che ti dà il senso di tetto, ti dà questo senso di essere al sicuro, di essere a casa.
Tanto le cose stanno così, per conoscere veramente qualcosa bisogna sapere cosa c'è dall'altra parte, è come se la conoscenza fosse un fatto di equilibri tra cose opposte. Non si più avere un'idea di cosa è una grande città senza aver dormito da soli nel deserto e forse chi vive nel deserto non sa molto di sé fino a che non conosce una grande città.
Comunque questi nomadi mi sembrano felici, un po' disgraziati ma felici.
La notte fa molto freddo tipo zero gradi e bisogna coprirsi bene e al mattino ti sveglia il caldo ed è una bella sensazione.


Lorenzo Jovanotti

giovedì 19 gennaio 2012

"Mi è sempre piaciuto il deserto.
Ci si siede su una duna di sabbia, non si vede nulla, non si sente nulla, e tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio."

Antoine de Saint Exupery